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INPS: tagli alle pensioni d’oro e reddito minimo per gli over 55 senza lavoro

Posted In Italia - By Manager on Wednesday, November 11th, 2015 With No Comments »

11 novembre 2015 – Per contrastare la povertà tra gli over 55 l’Inps ha pubblicato una proposta normativa in 16 articoli che tocca a 360 gradi il sistema previdenziale e assistenziale italiano. Tale proposta punta a garantire un reddito minimo agli over 55, a riordinare le prestazioni collegate al reddito e infine al ricalcolo dei vitalizi.

Come riportato nel documento questi sono i punti centrali della proposta:

  • Reddito minimo per gli over 55 – La misura consiste nell’istituire un reddito minimo garantito pari a 500 euro al mese per una famiglia con almeno un componente over 55. Beneficeranno di tale misura anche eventuali figli disoccupati. Per accedere bisogna presentare soglie di reddito che riconducono allo stato di povertà (500 euro mensili per un singolo).

 

  • Ricalcolo dei vitalizi elevati con contributi – Tra le ipotesi, nel capitolo dedicato ai vitalizi per cariche elettive si procede ad un vero e proprio ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori. L’Inps ha spiegato che “ai titolari di vitalizi elevati viene chiesto di convergere al trattamento che avrebbero avuto applicando le regole del sistema contributivo ai versamenti per i loro vitalizi”.

 

  • Niente assistenza per le famiglie ricche – Per i nuclei benestanti avente un reddito lordo equivalente di 37 mila euro annui, scatta lo stop a pensioni sociali, assegni sociali e integrazioni al trattamento minimo.

 

  • Uscite a partire dai 63 anni – Per introdurre flessibilità nel sistema pensionistico l’Inps immagina uscite anticipate a 63 anni e sette mesi, con una riduzione dell’assegno che si applica alla sola quota retributiva e che tende ad assottigliarsi nel corso del tempo.

 

  • Libera scelta su quando iniziare a ricevere la pensione – tale provvedimento “aumenta la libertà di scelta quanto alla data da cui si decide di percepire la pensione imponendo equiparazioni di trattamenti fra chi ottiene la pensione prima e chi la ottiene dopo” e “agevola il turnover nella pubblica amministrazione, liberando posti per nuove competenze”.

Dal Ministero del Lavoro fanno sapere che: “queste idee vengono giudicate utili alla discussione, ma su cui si è deciso di rinviare perché ci sono misure che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi. E per evitare ciò, servono risorse che ora non ci sono”.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha definito “un errore” fare tagli sulle pensioni. E ha spiegato: “Alcuni correttivi proposti dall’Inps di Tito Boeri avevano un valore di equità: si sarebbe chiesto un contributo a chi ha avuto più di quanto versato. Non mi è sembrato il momento: dobbiamo dare fiducia agli italiani”.

Ortensio Foglia – Research Analyst

Email: info@capmarkets.it

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